LETTURE FILOSOFICHE

 

Bibliografia ragionata

(a cura di Maria  Lupia)

p. 6

Ludovico Geymonat, I sentimenti, Rusconi, Milano, 1989

 

L’autore ( Torino 1908- Milano, 1991) è stato titolare , nell’Università di Milano , della prima cattedra di filosofia della scienza istituita in Italia nel 1956. Nel 1974 ha ottenuto la Médaille Koyré per la storia della scienza e nel 1985 l’Accademia dei Lincei gli ha conferito il Premio nazionale di filosofia. E’ autore di moltissime pubblicazioni che sono state tradotte in varie lingue. Oltre alla monumentale Storia del pensiero filosofico e scientifico (Garzanti 1970-76 in 7voll.), si segnalano: Studi per un nuovo razionalismo (Chiantore 1945; Galileo Galilei (Einaudi 1957); Filosofia e filosofia della scienza (Feltrinelli 1960); Scienza e realismo ( Feltrinelli 1977);  Contro il moderatismo (ivi 1978); Paradossi e rivoluzioni (Il Saggiatore 1979); Per Galileo (Bertani 1981); Riflessioni critiche su Kuhn e Popper (Dedalo 1983); Lineamenti di filosofia della scienza (Mondadori 1985); Scienza e storia (Bertani 1985); Le ragioni della scienza (con G. Girello e F. Minazzi, Laterza 1986); La ragione e la politica (Bertani 1987); Del marxismo (ivi 1987); La libertà (Rusconi 1988).

 

L’autore prova a rispondere alla domanda “che cosa sono i sentimenti?”, facendolo da illustre epistemologo. Egli ripercorre un itinerario di oltre mezzo secolo che lo riporta al dialogo col filosofo Pietro Martinetti. Dopo aver passato in rassegna gli stati sentimentali mediante le possibili valutazioni etiche, il filosofo esamina dieci sentimenti esemplari, tra cui: collaborazione, odio, benevolenza, superbia, devozione, amore. Soffermandosi sull’amore evidenzia il sentimento tra l’amante e l’amato che diventa ‹‹ fiducia completa dell’uno nell’altro››, garanzia che ‹‹ quanto essi si rivelano a vicenda resterà un segreto per gli estranei››. I sentimenti non sono uno smarrimento: grazie ad essi la mostra più elevata facoltà può restituirci degli orientamenti di vita più veri. Nei sentimenti è possibile trovare l’uomo senza tempo e nel loro buon uso l’uomo migliore: proprio i sentimenti consentono il discrimine tra uomini superiori e inferiori.

∙ Umberto Galimberti, Le cose dell’amore, Feltrinelli, Milano, 2004

 

L’autore insegna Filosofia della storia e Psicologia generale all’Università di Venezia. E’ autore di numerose opere, di cui si segnalano : Psichiatria e fenomenologia (Feltrinelli 1979); Il corpo (ivi 1983); La terra senza il male (ivi 1984); Gli equivoci dell’anima (ivi 1987); Il gioco delle opinioni (ivi 1989); Idee: il catalogo è questo (1992); Parole nomadi (1994); Psiche e Techne. L’uomo nell’età della tecnica (ivi 1999); Orme del sacro (ivi 2000); I vizi capitali e i nuovi vizi (ivi 2003).

 

“Perché un libro sull’amore? Perché rispetto alle epoche che ci hanno preceduto, nell’età della tecnica l’amore ha cambiato radicalmente forma […] nella nostra epoca l’amore diventa indispensabile per la propria realizzazione come mai lo era stato prima e, al tempo stesso impossibile, perché nella relazione d’amore , ciò che si cerca non è l’altro, ma, attraverso l’altro, la realizzazione di sé.” Lo studioso è teso a sondare l’animo umano e  ci riesce parlando dell’amore ; a mano a mano che il discorso si sviluppa, ne viene messa a nudo la natura attraverso il linguaggio che esplicita malanimo, invidia , gelosia, elementi costitutivi dell’amore. L’autore  non cela il sospetto che dietro la vita a due non vi sia nulla. Ma è proprio questo nulla che si nasconde a suscitare quella curiosità infinita che rende ogni essere umano un perenne cercatore d’amore.

∙ Remo Bodei, Geometria delle passioni, Feltrinelli, Milano, 2003

 

L’autore (Cagliari, 1938) insegna Storia della filosofia all’Università di Pisa; ha studiato e insegnato in diverse università europee e americane. Tra le sue opere , tradotte in molte lingue si segnalano: Scomposizioni (1987); Ordo amoris (1991); Le forme del bello (1995); La filosofia del Novecento (1997); Il noi diviso (1998); Le logiche del delirio (2000); Destini Personali (ivi 2002).

 

“A lungo le passioni sono state condannate come fattore di turbamento o di perdita temporanea della ragione. Segno manifesto di un potere estraneo alla parte migliore dell’uomo, lo dominerebbero, distorcendone la chiara visione delle cose e sviandone la spontanea propensione al bene. Agitato, lo specchio d’acqua della mente si intorbiderebbe e s’incresperebbe, cessando di riflettere la realtà e impedendo al volere di scorgere alternative alle inclinazioni del momento.”

Un’analisi teorica e storica ad ampio raggio di Bodei  dimostra come l’opposizione tra ragione e passione sia l’indice del fallimento di ogni etica e di ogni politica, in continuo bilico tra norme repressive e comportamenti lassistici.

Il testo è strutturato in forme ‹‹geometriche››, in un’ellisse tratteggiata secondo coppie di ‹‹fuochi››, di cui paura e speranza, nella loro tensione complementare, costituiscono i nuclei generatori. Di qui, in una sorta di archeologia concettuale delle passioni e delle virtù, s’avvia il percorso di ricerca che s’inerpica anche nei sentieri del pensiero filosofico ( specialmente dell’antistoico Spinoza e di Descartes), attraversando ambiti della teoria politica , come quella del giacobinismo francese.

∙ Remo Bodei, Le logiche del delirio, Laterza, Roma-Bari, 2000.

 

Secondo Bodei “l’alternativa secca delirio/logica, sotto il segno della loro reciproca incompatibilità abbia senso solo dal punto di vista di una razionalità ristretta, difensiva, autoreferenziale”: L’autore intende mostrare come sia possibile ad una ragione accogliente e comprensiva, ma non per questo meno fondata, riconoscere nuclei di verità, tipicità e varietà dei deliri. Una siffatta razionalità assumerebbe le contraddizioni e i paradossi del delirio, senza tuttavia lasciarsi sedurre o imbrigliare da esso, ché sarebbe consapevole di godere di quell’asimmetria , grazie alla quale può comprendere il delirio , mentre quest’ultimo non può comprenderla

∙ Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano, 2004

 

L’autore, medico psicoanalista formatosi alla scuola di Wilhelm Reich, è direttore dell’Institute for Bioenergetic Analysis di New York. Altre sue opere tradotte in italiano: Amore e orgasmo(1968, UE 1991); Bioenergetica (1983); Il narcisismo. L’identità rinnegata (1985, UE 1992).

 

Il testo  è un classico . Esso rappresenta un’introduzione che potrebbe colmare la lacuna tra la psicoanalisi e l’approccio fisico alle turbe emozionali. In ogni suo gesto , postura o atteggiamento, il corpo parla un linguaggio che anticipa e oltrepassa l’espressione verbale. Osservando le diverse reazioni corporee e le emozioni che le generano, è possibile acquisire uno strumento valido quanto i segni , i lapsus e la libera associazione. Non la mente che s’adira o il corpo che colpisce , ma ad esprimersi è l’individuo nella sua unità. Porre attenzione all’aspetto verbale e corporeo consente quindi di stabilire una relazione più ampia e profonda.

 

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