LETTURE FILOSOFICHE

 

Bibliografia ragionata

(a cura di Maria  Lupia)

p. 14

∙ Bertrand Russell, La filosofia dell’atomismo logico, Einaudi, Torino, 2003

 

L’autore (1872- 1970), Premio Nobel per la Letteratura nel 1950, è uno dei più importanti pensatori del Novecento.  Ha fornito contributi fondamentali alla logica, all’epistemologia e alla filosofia del linguaggio.

 

Il libro propone una rivisitazione dei temi classici della metafisica occidentale, partendo dalle domande: Qual è il rapporto tra linguaggio e realtà? Cosa determina la struttura ontologica  fondamentale del mondo? Che cosa significa esistere? Come possiamo conoscere il mondo esterno? Quali sono i suoi costituenti ultimi? In tale rivisitazione Russell, confrontandosi con il pensiero del suo ex allievo Ludwig Wittgenstein, tenta di applicare ai problemi fondamentali della filosofia le tecniche logiche  utilizzate nella fondazione della matematica. L’esito rappresenta lo scenario di un momento cruciale dello sviluppo della filosofia del Novecento, nonché una prospettiva privilegiata per la comprensione dell’opera di Russell.

∙ Carlo Cellucci, Le ragioni della logica, Laterza, Roma- Bari, 2003

 

L’autore (1940) è professore ordinario di Logica nell’Università ‹‹ La Sapienza ›› di Roma. Ha pubblicato Teoria della dimostrazione (Torino, 1978); ha curato Il paradiso di Cantor (Napoli, 1978), La filosofia della matematica (1967).

 

Il volume muove dalla domanda basilare “Che cos’è la logica?”, interrogandosi se sia una scienza formale e astratta oppure se abbia a che fare con la realtà, se serve solo a giustificare conoscenze già date ovvero anche a scoprirne di nuove. Il libro intende ricostruire le risposte che a tali questioni sono state date dall’antichità ai nostri giorni da alcuni tra i pensatori più importanti quali Platone, Aristotele, Descartes, Pascal, Leibniz, Kant, Boole, Hilbert, Gödel. Su questa ricostruzione l’autore delinea una nuova visione della logica  costruita sul problema della scoperta, in cui il metodo analitico, l’induzione e l’analogia svolgono un ruolo centrale. Il che implica la transizione dall’attuale concezione della scienza come sistema chiuso alla scienza come sistema aperto.

∙ Piergiorgio Odifreddi, Le menzogne di Ulisse. L’avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen, Longanesi, Milano, 2004

 

Il libro narra l’avvincente storia del logos – in quanto pensiero che si esprime nel linguaggio- dalla storia della civiltà ai nostri giorni, passando per le avventure personali e intellettuali di personaggi significativi come Platone, Aristotele, Abelardo, Occam, Frege, Russell, Gödel e Turing. Il racconto percorre varie aree (letteratura, linguistica, teologia, filosofia), ne  attraversa i sentieri per poi approdare in quelle della matematica e dell’informatica. Oltre che uno spensierato gioco che smaschera Ulisse  e gli innumerevoli mentitori che hanno popolato lo spazio e il tempo umani, questa originale narrazione diventa una frizzante avventura intellettuale che testimonia l’unità della cultura.

∙ Umberto Eco e Thomas A. Sebeok (a cura di), Il segno dei tre. Holmes, Dupin, Peirce, Tascabili Bompiani, , Milano, 2004

 

Gli autori: Umberto Eco, ordinario di semiotica e Presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistii presso l’Università di Bologna, è autore del Trattato di semiotica generale e di oltre trenta opere; Thomas A. Sebeok (1920- 2001), antropologo, linguista, semiologo, ha diretto il Research Center of Semiotic Studies all’Università di Indiana, Bloomington.

 

Conan Doyle  nei suoi racconti presenta Sherlok Holmes come quello che , parlando del suo metodo, lo fa in termini di deduzione. Non è un caso che anche i logici e i filosofi della scienza, nel discutere del metodo scientifico ( della logica della scoperta),  dedichino immancabilmente alcune righe o addirittura pagine a Sherlok Holmes: si sono infatti resi conto che , per quanto  in forma narrativa, il famoso detective stava illustrando dei criteri di osservazione e scoperta, affini a quelli del medico che diagnostica una malattia, dello scienziato che interroga un fenomeno naturale, del filologo chiamato a decidere su un testo lacunoso, dello storico di fronte alla ricostruzione di una situazione del passato su testimonianze imprecise. Ciò ha permesso di giungere alla conclusione che quello di Holmes sia qualcosa di più che il  il metodo deduttivo o induttivo, dal momento che è molto simile al metodo  “ipotetico-deduttivo”E’ quello che Charles Sanders Pierce ha chiamato “ipotesi” o “abduzione”. Recentemente studiosi di discipline diverse, e in varie parti del mondo, hanno analizzato le relazioni tra Holmes, Pierce, la logica della scoperta scientifica, , il metodo di Dupin di Poe, e altri problemi epistemologici. Il testo muove da questi assunti per proporsi come affascinante lettura in cui il piacere della rivisitazione di un mito contemporaneo si coniuga con l’interesse per i problemi della conoscenza congetturale ovvero, per dirla con Carlo Ginzburg, del “paradigma indiziario”.

∙Bice  Mortara  Garavelli, Manuale di retorica, Bompiani, Milano, 2003

 

L’autrice è ordinaria di Grammatica Italiana presso l’Università di Torino. Ha scritto molte opere, tra cui: Aspetti e problemi della linguistica testuale (1974), Letteratura e linguistica (1977), Il filo del discorso (1979), La parola d’altri (1985), Le figure retoriche (1993), Ricognizioni (1995).

 

La studiosa risponde in modo efficace all’attuale curiosità oggi ascritta alla retorica. Ella è riuscita a “contemperare il punto di vista diacronico o storico con quello sincronico o contemporaneo: se da un lato è indispensabile conoscere quanto della retorica antica è passato alla odierna, dall’altro lato la panoramica dell’ultimo trentennio, con le stimolanti teorie dell’argomentazione, le nuove tecniche della persuasione e i vari aspetti di disciplina scientifica assunti dalla retorica, offre un insieme di strumenti indispensabili a regolare il gioco comunicativo fra gli uomini e ad illuminare il passaggio da un’intuizione a un coagulo di parole o segni di scrittura”.

 

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