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LETTURE FILOSOFICHE
Bibliografia ragionata (a cura di Maria Lupia) p. 10 |
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∙Salvatore Natoli, Parole della filosofia, Feltrinelli, Milano 2004
Il testo, costituito da parole e concetti, si presenta come una pratica filosofica, un esercizio della filosofia lungo un percorso le cui pietre miliari sono parole dell’universo filosofico. Esse costituiscono tappe di riflessione e meditazione , oggetto per pensare e rielaborare in modo libero e originale, da soli, “la ricchezza semantica e simbolica della tradizione filosofica”. Il lessico filosofico è un invito a far filosofia, rivolto non solo ai filosofi specialisti, ma anche e soprattutto a chiunque si cimenti con i concetti e con le parole, perché ne riconosca la necessità di un uso ponderato per capire il mondo. |
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∙ James Hillman, Il piacere di pensare. Conversazione con Silvia Ronchey, Bur, Milano, 2004
Gli autori: James Hillman (1926) è ritenuto uno dei maggiori filosofi contemporanei ed è conosciuto anche come illustre esponente della psicoanalisi di matrice junghiana. Ha insegnato presso le maggiori università statunitensi. Ha scritto vari best seller internazionali; Silvia Ronchey (1958) è filologa e antichista. E’ docente di storia bizantina all’Università di Siena. Ha scritto numerosi saggi e collabora alle pagine culturali della “Stampa” e a “Tuttolibri”
Il libro nasce dall’incontro tra Silvia Ronchey e James Hillman . Nella cornice di un giardino romano, il discorso, con un linguaggio chiaro e alla portata di tutti, si ferma sui grandi temi del nostro tempo focalizzando gli elementi centrali del pensiero di Hillman: l’anima mundi, come organismo che trascende la nostra individualità; il dai mon, che indica ciò che dobbiamo diventare; la vecchiaia come rivelazione del carattere; la bellezza e la giustizia come fini della politica;la depressione come ribellione verso il consumismo che ci attanaglia; i giardini dell’anima come metafora della nostra vita psichica. Quest’ affascinante conversazione permette ad Hillman di esaltare “ i piaceri del pensiero, la passione delle idee, l’erotismo della mente”. |
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∙Alain De Botton, Le consolazioni della filosofia, Ugo Guanda Editore, Parma, 2000
L’autore è nato in Svizzera nel 1969, ha studiato a Cambridge e vive a Londra.
Secondo lo studioso la filosofia è inutile se non si interessa dei turbamenti dell’anima, alla stregua della medicina che non curi i dolori del corpo. Seguendo questo principio epicureo, ha compiuto un lungo cammino nella storia della cultura occidentale, facendosi accompagnare da sei grandi filosofi della nostra tradizione: Socrate, Epicuro, Seneca, Montaigne, Schopenhauer e Nietzsche. Gli stessi diventano personaggi affabili e comunicativi , partecipi della nostra vita quotidiana, ancora oggi attuali e preziosi. |
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∙Lou Marinoff, Platone è meglio del Prozac, Piemme, Milano, 2001
L’autore, professore di filosofia al City College di New York, è un pioniere della pratica filosofica,. Presiede l’American Philosophical PractitionersAssociation.
Il testo è il primo in classifica come best seller internazionale. Marinoff lo scrive “Per tutti quelli che hanno sempre saputo che la filosofia serviva a qualcosa, senza riuscire a dire esattamente cosa” “La consulenza filosofica costituisce un settore della filosofia relativamente nuovo , ma in rapida crescita. Il movimento della filosofia pratica ha avuto origine in Europa negli anni Ottanta, inizialmente con Gerd Achenbach, in Germania, per cominciare a crescere in America negli anni Novanta. Se filosofia e pratica sono due parole che difficilmente si accordano nella mente di moltissime persone, la filosofia ha però sempre offerto strumenti da usare nella mente di ogni giorno. Quando Socrate trascorreva le giornate discutendo di grandi problemi sulla piazza del mercato e Lao Tzu registrava i suoi consigli sul modo di seguire la strada del successo evitando il male, volevano che queste loro idee trovassero impiego pratico. La filosofia in origine era un modo di vivere non già una disciplina accademica.”. Ad avviso di Marinoff , affrontando le grandi domande sul senso della vita, sul perché siamo qui, sul perché dovremmo fare la cosa giusta e che cosa sia la cosa giusta, possiamo fruire di qualche millennio di riflessione. Questo è per noi un vantaggio: l’ eredità lasciateci come idee e linee di condotta da alcune delle menti più illuminate - Platone, con la teoria del bene e del male; Aristotele che ci ha raccomandato ragione e moderazione in ogni situazione; i pensieri di Kierkegaard sulla morte, ……- favorisce il nostro benessere psicologico più e meglio del farmaco Prozac. I farmaci non possono, secondo l’autore cambiare il mondo esterno e nemmeno insegnarci a vivere meglio il presente: è solo la filosofia che può farlo. |
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∙Gerd Achenbach, La consulenza filosofica, Apogeo, Milano, 2004
L’autore (Hameln, 1947), ha ottenuto il dottorato in filosofia nel 1981, anno in cui jha iniziato la sua attività di consulente filosofico. Nel 1982 ha fondato la Internazionale Gesellschaft fur Philosophische Praxis (Società internazionale per la consulenza filosofica), di cui è stato presidente fino all’autunno del 2003.
Il testo offre i primi contributi di Achenbach come consulente filosofico, e rappresenta pertanto il primo documento in cui si estrinseca il concetto di questa disciplina. I disagi e le sofferenze dell’uomo contemporaneo, che spesso non sconfinano nella patologia, nascono da quei “perché”che da qualche millennio sono oggetto della riflessione dei filosofi. A questo punto può intervenire il consulente filosofico, ma non con una terapia: egli non cura l’ospite (il cliente, secondo Achenbach), ma si prende cura di lui, “aprendosi a un dialogo, in cui va incontro alla persona per accompagnarla nella riflessione, per ravvivare il suo modo di pensare, senza imporgli il proprio”.
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