CORSO DI FORMAZIONE NAZIONALE (Acuto, Luglio 2000)

di Ilaria di Salvo e Giovanna Marchionna

Il 2° corso nazionale di formazione organizzato dal CRIF e dal CIREP si è tenuto quest’anno ad Acuto-Fiuggi dal 17 al 23 luglio. Tra i 39 partecipanti, provenienti da tutta Italia, erano presenti insegnanti di scuola elementare, media inferiore e superiore e neo-laureati affascinati dalle potenzialità del metodo della “Philosophy for children” e dalla sua concreta applicabilità nel mondo della scuola.

Il gruppo dei formatori era costituito da: Antonio Cosentino, Marina Santi, Maura Striano, Maria Lupia. I partecipanti, suddivisi in gruppi di lavoro, guidati a turno dai formatori, hanno vissuto direttamente l’esperienza della “Comunità di Ricerca” finalizzata all’acquisizione del titolo di “teacher”e di “teacher educator”. I lavori sono stati intervallati da relazioni teoriche curate dai formatori.

Maura Striano, in un primo intervento si è soffermata sullle componenti essenziali della “comunità di ricerca”, evidenziando le sue coordinate filosofiche, psicopedagogiche e didattiche. In un secondo intervento ha rilevato come il curriculum della “Philosophy for children” nasce dalla necesità di anticipare l’insegnamento della logica rispetto alla tradizione, così da favorire l’educazione al pensiero complesso nella sua dimensione metacognitiva.

Marina Santi, dopo aver analizzato la dimensione sociale, dialettica, dialogico-argomentativa del filosofare, ha affrontato il problema della valutazione, denunciandone i limiti nella misura in cui resta centrata su prestazioni individuali e suggerendo la validità di una analisi qualitativa, argomentativa, categoriale e interazionale del prodotto collettivo.

L’intervento di Antonio Cosentino ha suggerito un percorso storico-teoretico, che, da una parte, ha messo a confronto dialogo socratico classico e forme di argomentazione tipiche della “Philosophy for children” e, dall’altra, ha evidenziato il ruolo di oralità e scrittura in filosofia. Socrate è apparso, sì, come modello, ma anche da superare in nome di una concezione più aperta e pluralistica di razionalità, di un’immagine di pensiero visto nelle sue contestualizzazioni e nella molteplicità delle relazioni con la sfera emotiva, relazionale, socio-linguistica.

Ha completato il quadro degli interventi teorici Berrie Heesen, direttore del centro olandese di “Philosophy for children” e coordinatore del progetto “100” (progetto Socrates-Comenio finanziato dalla Comunità europea), il quale ha sostenuto le ragioni dell’educazione al pensiero nel contesto europeo e mondiale odierno, nel momento in cui si registrano mutamenti particolarmente accelerati e i saperi tecnici sono destinati a rapida obsolescenza. La classe insegnante deve prendere coscienza del fatto che pretende di formare per un futuro del tutto imprevedibile, con le implicazioni pedagogiche che ciò comporta.

Accanto alle relazioni principali sono stati esposti i risultati di specifiche esperienze didattiche e di riflessione.

Maristella Trevisan ha riassunto il contenuto della sua tesi di laurea incentrato sull’analisi del modello di argomentazione di Toulmin ed Edmonson e su una sperimentazione di 21 sessioni formative con una classe quarta della scuola elementare.

Rossella Giolo ha presentato il progetto “PECA” (Philosophy and European Contemporary Art), un percorso didattico basato su quadri e sculture come materiale-stimolo e sulla utilizzazione del metodo Lipman.

Sergio Bellagamba ha illustrato un percorso di ricerca-azione sulla tematica del “bullismo” nella scuola media, cercando i possibili legami con il programma della “Philosophy for children”.

Antonella Bucchioni ha illustrato esperienze di utilizzazione del metodo Lipman con testi diversi da quelli del curricolo, sostenendo il primato dell’atteggiamento mentale e dello stile didattico dell’insegnante rispetto agli strumenti.

Caterina Baldissera ha illustrato le fasi salienti del progetto “La settimana della scienza” realizzato, nello spirito della “Philosophy for childre”, in una scuola elementare.

Filomena Cinus ha fatto un resoconto degli sviluppi del progetto “Socrate”, finanziato dall’IRRSAE-Sardegna.

Annarita Pugliese e Alessandro Volpone sono intervenuti a prospettare le potenzialità di Internet rispetto allo sviluppo e alla diffusione del programma della “Philosophy for children”.

Il corso ha avuto, così, anche la funzione di momento di verifica a livello nazionale, che ha consentito una monitoraggio delle esperienze più significative portate a termine ed una valutazione dei risultati. E’ stato, nel contempo, una occasione di confronto e di ulteriore progettazione, di definizione di obiettivi e di strategie di intervento per il prossimo futuro, alla luce della convinzione condivisa che la P4C rappresenta, in questo momento di svolta nella storia del sistema scolastico italiano, un modello a cui guardare con attenzione per le importanti risorse metodologiche ed operative che offre in vista della implementazione di curricoli coerenti con lo spirito e gli orientamenti pedagogici che informano il progetto di riforma in corso.

La proposta della Commissione dei Saggi di anticipare lo studio della filosofia ai bienni del ciclo secondario in una forma di esposizione non storica chiama direttamente in causa i principi metodologici e le assunzioni epistemologiche su cui poggia la P4C. L’idea che la filosofia debba contribuire alla formazione di una “soggettività propositiva e critica", consapevole, aperta al dialogo e alla cooperazione, capace di partecipare all'esercizio autonomo, creativo e responsabile della cittadinanza; il riconoscimento che la formazione filosofica è un diritto di tutti i cittadini e che, pertanto, deve collegarsi ai linguaggi ordinari, ai vissuti, alla problematicità dell’esistenza e alla diffusa ricerca di senso, sono da trenta anni i fondamentali principi ispiratori e le mete educative della “Philosophy for children”.